Non è stato un viaggio consapevole di quello che mi aspettava, il mio. Conoscevo la storia del Paese ma il Muro, per me come per molti altri, era assente dalle pagine di storia e dai quotidiani.
Il 20 febbraio il mio aereo atterra a Tel Aviv e il pullman, con Toufique di Nazareth alla guida, si avvia verso la ricca Galilea. Visitiamo Nazareth e dintorni per tre giorni, attraversando luoghi stupendi in cui l'accoglienza è delle migliori.
Il 23 febbraio la destinazione è Betlemme e per raggiungerla affianchiamo Gerusalemme: per la prima volta vedo questo Muro serpeggiare alla destra del finestrino, mentre la guida italiana annuncia che al check-point potremmo atttendere un po' di tempo. Oltrepassata una prima rotonda, svoltiamo a destra e il pullman si ferma in un grande piazzale. L'autista e la guida scendono e mostrano i documenti. Viene fermato anche il secodo pullman al nostro seguito, ma i militari non sono per niente interessati a sollecitare i controlli e si muovono con estrema lentezza. Rimaniamo circa 25 minuti seduti e pazienti, come ci è stato consigliato dalla guida "per fare il più in fretta possibile". Giù dal pullman le persone vengono interpellate una per una da due soldati, poi ripartiamo alla volta di Betlemme.
Poche parole vengono spese, ancora una volta, sulla situazione del Paese, ma quella sera e i giorni seguenti sarà inevitabile guardarsi intorno con più attenzione. Anche se le numerose tappe del viaggio sgomitano col tempo a nostra disposizione, a Betlemme le occasioni per conversare liberamente con le persone locali non mancano. Prima in Università, poi in Comune con il sindaco e infine la serata con la comunità cattolica nella Basilica della Natività. E' qui che raccolgo lo sfogo di una madre che mi dice di essere "tired, 'cause of Intifada". Il marito ha perso il lavoro, perchè l'azienda ha chiuso e le sue tre figlie stanno ancora studiando all'università. Sente gravoso il peso di una situazione tanto precaria.
Purtroppo i tempi stringono ed è presto ora di ripartire. Il giorno dopo andiamo a Gerusalemme e ci imbattiamo di nuovo in un check-point, non saprei dire se è lo stesso del giorno prima. Questa volta, venendo da Betlemme, sul Muro vedo dei disegni.