14 aprile 2006 - Meri Calvelli

Ciao a tutte/i... Beh, il risveglio purtroppo e' stato a cannonate... e questa rimarra' la solita e triste nota dolente... Pero' la felicita' che mi pervade per essere riuscita a tornare in questo posto non ha limiti...

Sono arrivata ieri, ho ripreso posizione nella mia amata Gaza, tra i saluti di tanti amici e amiche. L'attesa e' stata lunga ma la pazienza alla fine mi ha premiato... Ringrazio ancora una volta i Palestinesi, che sono stati gli unici artefici di questo rientro da me cosi' tanto sospirato e richiesto.
 
Due parole pero' su quello che mi e' immediatamente saltato agli occhi ritornando in questo paese dopo soli 5 mesi. A Rafah, la frontiera, devo dire che e' molto ben organizzata e questo mi ha fatto molto piacere. Non c'e' caos, la gestione di quel passaggio  e' finalmente umano... a parte gli egiziani che ti chiedono i soldi anche per respirare!!!

I palestinesi li ho visti veramente preparati e in versione di accoglienza e gentilezza mai vista prima. Ho avuto modo anche di incontrare la forza di osservazione europea presente al border, la quale mi diceva che la situazione era sempre piu' o meno tranquilla; i palestinesi sopra i 40 anni passano abitualmente senza troppe lungaggini burocratiche, gli altri hanno bisogno di permessi che vengono rilasciati dalle autorita' palestinesi su richiesta. Il terminal, comunque, e' sempre sotto stretto controllo e monitoraggio di Israele, che segue via computer e telecamere piazzate un po' ovunque l'entrata e l'uscita di ognuno.

La situazione invece si fa triste appena lasci la frontiera e entri a Rafah, e poi Khan Younis, e infine Gaza City. Al nord ancora non ci sono passata, ci andro' domani, anche se la  situazione e' appunto  piu' pesante per via dei continui attacchi.

Pochissima gente gira per strada, molti  negozi sono chiusi per mancanza di merce e di soldi per comprare; chiunque ho incontrato mi ha detto che se ne sta andando fuori, all'estero, per lavorare, per mantenere la famiglia; nessuno riesce a percepire lo stipendio, anche quel minimo per campare; centinaia di tonnellate di merci sono state buttate per la chiusura continua della frontiera di Karni... e per tutta risposta anche la UE ha deciso ieri di fermare tutti gli aiuti alla popolazione; non di moderarli, affinche' possano essere utilizzati per lo sviluppo e non per il puro mantenimento... Hanno deciso di tagliare tutto come punizione collettiva al terrorismo... Intanto Israele, che invece ha le idee  molto chiare, e la strategia perfetta, chiude le frontiere, e poi bombarda la popolazione, mira sui soliti capi delle brigate - ragazzi di 19 anni che non hanno fatto ancora in tempo a prendere il diploma, figurati a diventare capi!! - con l'obbiettivo, appunto mirato, di farli scappare tutti per la disperazione.

La depressione  si legge nei loro sguardi... Siamo sull'orlo di una ennesima catrastrofe che tutti noi dobbiamo essere in grado di fermare... Non lasciamoli da soli, non facciamoli scappare dalla loro terra... Una soluzione diversa e' possibile, troviamola insieme.

Saluto con affetto tutti i miei colleghi e colleghe di Gerusalemme, nella speranza di poterli rivedere al piu' presto... o qua o la'... per poter continuare ancora la nostra battaglia di cooperazione per un mondo diverso e una giusta pace.

Un abbraccio forte!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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