22 aprile 2006 - Meri Calvelli

Questo il 2° report della carovana "Sport sotto l'assedio" nella Striscia di Gaza: 18 - 19 - 20 e 21 aprile 2006.

Il Programma e' stato fittissimo di appuntamenti, tra incontri e manifestazioni di solidarieta' con le associazioni coinvolte. Incontri per capire, per avere un quadro importante e chiaro della situazione che sta attraversando la Palestina oggi ma in particolare Gaza, che continua a vivere una situazione cosi' anomala e pesante. Una delegazione, questa, che vuole sfidare la paura e l'indifferenza attraverso lo sport.

Quasi nessun internazionale e' presente a Gaza in questo periodo e il nostro passsaggio non e' inosservato, desta interesse e sorpresa tra la gente che vede sfilare cosi' tanti stranieri che, pur sotto stretta sicurezza palestinese, hanno ancora il coraggio di arrivare in questa zona dimenticata.

Sotto i soliti e inopportuni bombardamenti, la delegazione si e' mossa attraverso tutta la Striscia: sono stati incontrati Comitato Olimpico, Governatorato di Jabalia, la televisione, le universita', le associazioni islamiche, la societa' civile. Si va dal Nord al Sud, si scende verso Khan Younis, dove si visita  e si incontrano gli studenti e il rettore della nuova parte dell' Universita' di Al Aqsa, realizzata nella zona liberata dalle colonie israeliane, a Newe Dakalim; e ancora si visita il territorio circostante, il 40% della Striscia che prima era occupata da queste colonie... E' tutto verde in questo periodo... pare rinato... Ai miei occhi, da quando  ho lasciato la zona a novembre,  devo dire che l'aspetto e' totalmente cambiato... Molti sono i lavori che l'Autorita' e' riuscita a realizzare. E' incredibile come la voglia di ricostruire un territorio, a lungo rimasto sotto il controllo e l'uso illegale dei coloni, abbia rimodellato uno scenario cosi' diverso in poco tempo.

Si visita Mawasi, "la famigerata Gaza dentro Gaza", rimasta anche questa per lunghissimo tempo sigillata e inaccessibile al resto del mondo. Oggi e' in via di sviluppo, ma per il momento ferma per le chiusure. Si pranza nel campoprofughi di  Khan Younis, poi ci si dirige ancora verso la zona  del passaggio di Karni, zona anche questa chiusa ormai da febbraio, con l'impossibilita' per i palestinesi di ricevere e di esportare le proprie merci cosi' necessarie per la loro debole economia, ormai praticamente sotto totale embargo da parte di Unione Europea e America.

Poi si torna a Jabalia, dove si incontrano le associazioni giovanili di Al Assarya e  il Centro Culturale ricco di attivita': riabilitazione e intervento psicologico per i giovani del campo profughi di Jabalia, teatro, danza, musica, media... Si incontrano rappresentanti della societa' civile e del Palestinian Legislative Council. E siamo invitati a partecipare alla seduta del Parlamento Palestinese, in videoconferenza con Ramallah per l'impossibilita' dei rappresentanti di Gaza di raggiungerla, dove ci viene data la parola per uno scambio di saluti.

E' durante l'ultima giornata di permanenza  nella Striscia che si disputa la partita nella Municipalita' di Abassan, Governatorato di Khan Younis, anche qui accolti ufficialmente e salutati con tutti gli onori e scambi di oggetti di rappresentanza... A noi vengono date le Kufie e noi mettiamo al collo del Governatore la sciarpa data in regalo dai danesi, impossibilitati a venire per le ultime e sgradevoli diatribe intercorse tra le rapprsentanze religiose e il governo danese sulla questione delle vignette sul profeta Mohammad. Ed e' attraverso queste piccole azioni che capiamo quanto diverse e significative siano le parole della gente in grado di rispettare il prossimo... basta veramente poco...

Ad Abassan la Societa' sportiva El Karama, anche questa coinvolta ormai da due anni nel progetto di "sport sotto l'assedio", ci accoglie e ci porta, a bordo di calessi trainati da cavalli, ad incontrare associazioni e rappresentanze della comunita' locale, fino al confine con le zone israeliane. Piu' in la' di cosi' non si puo' andare.

Si mangia... tanto... e poi si gioca... perdiamo ancora... ma e' nel secondo match che riusciamo, come unica rappresentanza tra le squadre italiane, a portare  a casa una piccola vittoria... Si vince la partita che loro chiamano per gli ospiti!!!

Si chiude con i festeggiamenti: la dabka tradizionale ballata da un gruppo di anziani palestinesi presenti alla partita e con la voglia di salutare gli ospiti secondo tradizione... La danza e i canti coinvolgono tutti... fino a quando sfiniti per la lunga giornata si torna verso l'ostello che ci ha accolto in questi giorni, per passare l'ultima notte.

La tristezza e' un po' negli sguardi tutti/e... quando la mattina, accompagnati alla frontiera di Erez, la delegazione di "Sport sotto l'assedio" sparisce nel tunnel... E noi li', senza poterli accompagnare dall'altra parte, verso Gerusalemme...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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