3 luglio 2006 - Meri Calvelli
La notizia del congelamento delle operazioni militari che stava preparando Israele per questa terza notte del "Summer Rain Operation" e' giunta mentre tutti i telegiornali italiani e europei davano la notizia della forte escalation militare in corso... In effetti e' in corso, pero' solo il fatto di aver pronunciato un ulteriore rallentamento da parte di Israele sulla possibilita' di una invasione nella zona nord e' stata accolta e sentita dalla gente nel migliore dei modi... Considerando l'aria afosa, la gente si e' riversata nelle strade per cercare un po' di questo congelamento!!!
Probabilmente e' solo un tranello, forse e' un po' la pressione che timidamente qualcuno ha espresso nei vari summit... Piu' che pressione, opinione contraria... O forse e' la dimostrazione che basterebbe cosi' poco per cambiare i giochi in tavola. La richiesta che viene dall'altra parte del paese e cioe' che il soldato deve tornare a casa vivo... ha dato comunque un po' di respiro a questo inferno.
Da molte ore le sound bomb non vengono tirate... Ogni tanto parte un colpo di cannone, oppure F-16 e Apache sorvolano inquieti. Pero', dopo il vergognoso arresto di molti rappresentanti del legittimo governo palestinese, le parti si sentono pari e si mettono in attesa per uno sblocco della situazione. Questa sara' una strana lettura, pero' e' una situazione percettibile.
Nonostante il grosso danno alla rete elettrica - che i palestinesi si sono adoperati subito a riparare alla meglio, razionando e dando un po' di luce a ciscuno - e considerando la grave crisi umanitaria che si sta avvicinando se continua questa morsa, lo spiraglio di poter ancora cambiare le sorti, o di poter fare un accordo tra le parti, rende pieni di speranza. Nello stesso tempo, anche se ormai troppo abituati al cambiamento repentino di situazione, richiede di pensare al meglio.
Inutile dire che purtroppo sono giochi gia' visti e rifatti, pero' la manovra degli arresti dell'intero governo di Ramallah ha messo ancora una volta in grossa difficolta' Israele nel compimento di atti senza senso. Prima la inaspettata operazione palestinese, poi il riconoscimento dei confini e dello stato di Israele, e intanto il sequestro che impone una soluzione immediata ma giusta, fa di questo posto ancora una volta una scacchiera di giochi internazionali per il quale non si sa ancora che futuro aspettarsi...
E mentre gli F-16 continuano a sorvolare nervosi sopra le nostre teste e a sganciare missili nonostante il congelamento, ci si appresta a passare un'altra notte, nella speranza di svegliarsi fuori da questo incubo.
30.06.06
Sono passati solo pochi minuti dalla passata speranza quando l'elicottero che incombeva sulle nostre teste ha lanciato l'ordigno sugli uffici del Ministero degli Interni a Gaza City. La notte e' poi passata tra le esplosioni di sound bomb e le notizie convulse di preparazione all'attacco, e reale attacco. Attesa per i colloqui e la mediazione egiziana. La cosa piu' allarmante sta diventando la situazione umanitaria. Stanno finendo le scorte e di conseguenza il razionamento del gasolio e' sempre piu' diluito. Praticamente siamo rimasti senza luce durante tutta la giornata. Questo sta causando grossi problemi soprattutto nelle strutture pubbliche sanitarie, nelle quali stanno finendo le scorte sia per il funzionamento dei generatori, sia i materiali necessari per l'emergenza. Ci sono alcune manifestazioni all'interno di Gaza, da parte della popolazione che chiede l'intervento della comunita' internazionale.
01.07.06
Ancora rimandata l'invasione della zona nord di Gaza, vengono pero' lanciate per tutta la notte e durante la giornata cannonate di "disturbo". Una pressione molto forte nei confronti della popolazione. Una pressione psicologica che e' tesa a far crollare la sopportazione che, aggiunta all'aumento del disagio umanitario, viene vista ancora una volta come punizione collettiva per tutta la popolazione.
Israele rifiuta la trattativa, cosi' continua l' assedio che sempre di piu' stringe tutta la Striscia. Non c'e' modo di pensare ad una differente possibilita' di risoluzione. Intanto continua a diminuire il carburante per gli ospedali e le ore di uso di elettricita', che chiaramente comporta una catena di disagi, l'impossibilita' di pompare l'acqua, sia per i pozzi agricoli che per i rifornimenti dei serbatoi dell'acqua per le abitazioni.
Nei negozi comincia a scarseggiare anche il cibo, considerando che l'embargo era gia' iniziato precedentemente a questa operazone, e quindi comunque si fa sempre piu' grave, di giorno in giorno la situazione alimentare. Esiste inoltre il problema che la gente non ha soldi per comprare qualsiasi cosa e quindi, anche se i negozianti fanno credito alla gente, non ci sono comunque soldi per i rifornimenti... che cominciano a risultare difficili per la chiusura di Karni.
Le trattative intanto pare non vadano avanti. E' stata chiesta dai palestinesi la liberazione di 1000 detenuti, quindi e' stato alzato il prezzo del riscatto per la liberazione, cosa che ha indotto Israele a pensare a ad una liberazione diretta dell'ostaggio... Ma dove lo trova, e come puo' pensare di accedervi senza fare un strage da una parte e dall'altra???
In serata si viene a sapere che dopo l'incontro con il responsabile dell'Unione Europea e' stato chiesto uno scambio del soldato contro i ministri illegalemente arrestati... Chiaramente Israele ha giocato di strategia... Avere in mano qulacosa di "accettabile da dare indietro" e' sempre meglio di niente.
Intanto la gente, se prima pensava che Hamas avesse fallito con il proprio governo e anche nella gestione dei primi mesi avendo portato la popolazione alla miseria e poi allo scontro interno, adesso questa azione e questa immediata risposta di Israele ha fatto cambiare idea ancora una volta... "Israele non ha nessuna intenzione di arrivare a colloqui o trattative di pace. Siamo sicuri che qualsiasi nostra opinione e posizione sia condannata e attaccata dal governo israeliano..."
Intanto al sud, zona Khan Younis, i carri armati stanno avanzando e si registrano i primi scontri sul terreno tra palestinesi e israeliani.
02.07.06
Questa notte e' stato attaccato l'ufficio di Haniye, simbolo del Governo Palestinese, una scuola di formazione maschile e femminile "Al Arkam" nel quartiere di Shejaya e altre strutture appartenenti ad Hamas. E' un chiaro attacco alle strutture di Hamas in tutte le sue parti. Inoltre Israele sta pensando in queste ore di attaccare direttamente i soggetti, capo del governo compreso, e questo comportera' una ulteriore escalation della situazione.
Israele sa bene che se cominciano ad attaccare le persone questo comportera' anche una risposta e resistenza da parte della popolazione, cosa che fino ad ora era rimasta molto limitata e che sicuramente portera' gravi conseguenze e perdite da una parte e dall'altra. La mediazione internazonale non sembra essere molto ascoltata, e anche quella egiziana e' per il momento fallita anche se stanno continuando i colloqui.
Ancora una volta con questa azione l'esercito israeliano ha rafforzato la convinzione che debba continuare questo attacco e assedio; la convinzione che Israele abbia solo intenzione di buttare giu' Hamas e di imporre ancora una volta la propria forza. Tutti sanno bene che se non interviene la comunita' internazionale a fermare questa escalation, Israele non si curera' di quello che puo' accadere.
Secondo quanto e' annunciato, oggi dovrebbero riuscire a far passare un po' di scorte di carburante per il funzionamento degli ospedali, che ormai sono in totale crisi. Questo pero' per il momento non e' certo, vista la pressione di queste ultime ore da parte di Israele di attaccare con tutte le forze.
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