9 luglio 2006 - Meri Calvelli
Odore pesante di sangue raffermo appena si entra nella casa della famiglia Assuna. Sette giovani intenti a scappare e a nascondersi dopo aver visto e resistito un po' all'invasione dei 20 carri armati che si facevano strada per entrare nel villaggio. Un missile sparato dall'elicottero ha centrato il terrazzo della casa, sotto il quale si nascondevano i ragazzi. La casa si trova a El Israa, un quartiere nuovo della zona ovest di Beit Lahya costruito da poco e abitato da famiglie di impiegati, che si sono spostati dal caos della citta' di Gaza per vivere nella zona rurale.
Decine di famiglie hanno vissuto per la prima volta la vera invasione israeliana, fatta di carri armati che distruggono tutto al passaggio, di bombe e proiettili nelle proprie abitazioni, di occupazione temporanea delle proprie case, costretti e rinchiusi a decine dentro una stanza senza finestre, acqua, luce e cibo. Con tanti bambini terrorizzati dai rumori delle bombe, che rilasciavano feci e urina sui pochi metri di pavimento a loro disposizione.
E' stato cosi' per 24 ore, senza che nessuno potesse intervenire. Gli appelli alla Croce Rossa sono rimasti inevasi, nessuno poteva rivolgersi a loro, nessuno doveva parlare.
Intanto all'esterno i carri armati sparavano su ogni cosa, su ogni abitazione, si muovevano rumorosamente dalle loro postazioni andando addosso deliberatamente alle strutture abitative. E cosi' sono caduti cancelli, porte, muretti. Cosi' hanno sradicato alberi e schiacciato tutta la coltivazione in serre.
Finita l'operazione "Spada di Ghalid" l'esercito si e' ritirato, durante la notte, lasciando le case e liberando i suoi abitanti, abbandonando qua e la' sacchetti di escrementi nei frigoriferi e nelle stanze che li avevano "ospitati".
Certo viene da chiedersi che ce ne vuole di fantasia per fare certe azioni, considerando che sono stati li' nella massima tranquillità, aiutati dal mare e dal cielo in caso di attacco palestinese. Certo ce ne vuole di coraggio a umiliare famiglie intere che avrebbero voluto stare fuori dal caos e dal disastro, per poter condurre una vita diciamo "normale" con i propri figli.
Israele non ha accettato nessun cessate il fuoco, non lo accetteranno mai.
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