15 dicembre 2006 - Fonte : Rai News 24

GAZA - Giornata di tensione e scontri ieri al valico di Rafah, fra Gaza e l'Egitto, chiuso da Israele per impedire il rientro nella Striscia del premier di Hamas Ismail Haniyeh, con nelle valigie 35 milioni di dollari in contanti ottenuti negli ultimi giorni in diverse capitali islamiche, in particolare e Teheran. Alla sua partenza da Rafah, Haniyeh ed il suo convoglio sono stati raggiunti da raffiche di armi da fuoco , che hanno ferito un figlio ed un consigliere del primo ministro ed ucciso una sua guardia del corpo, secondo quanto lo stesso Haniyeh ha raccontato una volta arrivato a Gaza sano e salvo. Più tardi Hamas ha accusato la guardia presidenziale palestinese di aver compiuto l' attacco contro il premier per ucciderlo. Centinaia di miliziani di Hamas per protesta hanno preso d'assalto il terminale sparando e saccheggiando le attrezzature di controllo.

La Forza 17, la guardia presidenziale Anp che controlla la parte palestinese del valico non ha risposto al fuoco. Avrebbe invece sparato più tardi - ha accusato il portavoce di Hamas, Fawzi Barhum - "in un tentativo pianificato di assassinare il fratello Ismail Haniyeh". Gli osservatori europei incaricati della supervisione delle operazioni di transito sono stati evacuati. Secondo un bilancio degli incidenti una ventina di persone sono rimaste ferite negli incidenti. Nel pomeriggio un compromesso è stato raggiunto fra Israele e l'Egitto, per consentire il passaggio di Haniyeh a Gaza, ma senza i 35 milioni di dollari, che d ovrebbero essere versati domani in un conto speciale della Lega Araba. Il rientro di Haniyeh è stato però ritardato dalla situazione di caos nel terminale. Gli osservatori europei hanno chiesto che il valico sia sgomberato per poter riprendere le operazioni di transito e consentire così il passaggio anche di Haniyeh. In serata sono ripresi gli incidenti. I miliziani di Hamas hanno nuovamente preso d'assalto il terminale.

La decisione di chiudere il valico era stata presa questa mattina dal ministro della difesa israeliano Amir Peretz, dopo che l'intelligence dello stato ebraico aveva avvertito del probabile rientro di Haniyeh con 35 milioni di dollari . Altri dirigenti di Hamas, in particolar e il ministro degli esteri Mahmud Zahar, hanno portato a Gaza nelle ultime settimane ingenti somme di danaro in liquidi raccolte nelle capitali arabe e islamiche, aggirando l'embargo di fatto attuato dalla comunità internazionale contro il governo islamico. La situazione a Gaza intanto diventa sempre più incandescente.

Questa mattina le forze di sicurezza Anp hanno arrestato un miliziano dei Comitati di Resistenza Popolare (Crp), un gruppo armato vicino a Hamas, accusato di essere coinvolto nella strage lunedì dei tre figli, di sei, sette e nove anni, di un alto ufficiale dei servizi segreti fedele al presidente Abu Mazen. Per rappresaglia i miliziani dei Crp hanno rapito un ufficiale dei servizi di sicurezza Anp. Ieri un commando aveva ucciso un giudice islamico di Hamas. Il gruppo integralista aveva accusato 'squadre della morte' del Fatah. Il timore che la situazione degeneri verso una forma di guerra civile cresce nuovamente a Gaza. Il presidente Abu Mazen dovrebbe annunciare sabato, in un discorso preannunciato come molto importante, un'iniziativa per sbloccare la grave crisi politica interna. Secondo l'ex ambasciatore Anp a Roma Nemer Hamad non è escluso che il rais indica un referendum sulla possibile convocazione di elezioni politiche e presidenziali anticipate. Una mossa cui Hamas per ora si oppone duramente.

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