15 dicembre 2006 - Fonte : ANSA
RAMALLAH - Il conflitto fra Hamas ed al-Fatah da politico e' diventato oggi anche religioso quando un dirigente degli islamici, nel corso di un affollato raduno a Gaza, ha esclamato: ''Abu Mazen ha proclamato guerra contro Allah e contro il volere del popolo palestinese''. Hamas non ha dubbi che dietro gli spari verso il convoglio del premier Ismail Haniyeh, ieri al valico di Rafah, ci sia la mano dell'ex capo della sicurezza preventiva e dirigente di al-Fatah, Mohammed Dahlan.
''I responsabili saranno puniti'' ha minacciato gia' stamane un dirigente di Hamas, Ismail Radwan, alludendo a Dahlan che agli occhi degli islamici e' ''non solo traditore, ma anche ladro, ed apostata''. Fonti stampa hanno riferito oggi che dopo gli spari verso Haniyeh (che hanno provocato la morte della sua guardia del corpo, e il ferimento del figlio e del consigliere politico Ahmed Yusef) si e' riunita la Shura, un consiglio di religiosi che indirizza le grandi scelte di Hamas. E la Shura, secondo queste fonti, avrebbe ordinato la eliminazione di otto dirigenti di al-Fatah a Gaza. Lo stesso Haniyeh, intervenendo nel pomeriggio di fronte a decine di migliaia di sostenitori ammassati nello stadio al-Yarmuk di Gaza in occasione dell'anniversario della fondazione di Hamas, ha assunto un tono mistico.
''Quando ho scelto la strada di Hamas | ha spiegato davanti alla marea di persone che sventolavano le verdi bandiere dell'Islam | era per essere un martire e sacrificarmi nel nome dell'Islam, non certo per diventare ministro''. Parole che sono state accolte un fragoroso applauso dalla folla. Haniyeh ha ammesso che Hamas non e' riuscito a rompere l'isolamento internazionale al suo governo e ha sollecitato i sostenitori a stringere i denti in quanto, ne e' certo, ''il futuro sara' nostro''.
Ha anche raccontato degli aiuti politici e finanziari raccolti in diversi paesi fra cui l'Iran. Gli abitanti di Gaza si sono svegliati in una mattinata di piombo, con gli incroci stradali piantonati da miliziani di Hamas dotati di armi automatiche e di lanciarazzi. La loro presenza era particolarmente avvertita nella zona dello stadio. Il loro compito, hanno spiegato dirigenti di Hamas, era fra l'altro di intimidire le forze leali ad Abu Mazen affinche' non osassero avventurarsi in strada. Secondo Hamas, proprio Forza 17 (la guardia presidenziale di Abu Mazen), dislocata a Rafah, avrebbe ordito l'attentato a Haniyeh. Ma un dirigente di al-Fatah, Jamal Nazzal, ha negato che ieri ci sia stato alcun attentato. ''La verita' e' che a Rafah sono stati solo i miliziani di Hamas a sparare. Sono loro che sono penetrati a centinaia nel valico e lo hanno devastato'' nelle ore in cui attendevano il ritorno di Haniyeh, bloccato nel Sinai per volere di Israele che intendeva costringerlo a lasciare in Egitto 35 milioni di dollari in contanti. ''E' Hamas che semina la anarchia'' ha aggiunto. Nelle stesse ore gravi incidenti sono divampati a Ramallah quando simpatizzanti di Hamas hanno cercato di marciare, nell'anniversario della fondazione del loro movimento.
Le forze dell'ordine sono state molto severe. Prima hanno definito la centrale piazza Manara 'zona militare chiusa', poi hanno disperso la folla con la forza. Gli incidenti, degenerati anche in scontri a fuoco, sono durati per ore. Per sfuggire alla rabbia degli agenti, i sostenitori di Hamas hanno dovuto rifugiarsi in una vicina moschea. Il bilancio degli incidenti e'di 35 feriti, fra cui due in stato di morte clinica. Anche la giornata di domani rischia di essere segnata da violenze se nel discorso alla Nazione Abu Mazen annunciasse un referendum o elezioni anticipate. Haniyeh oggi ha insistito per un governo di unita' nazionale. Ogni tentativo di esautorarlo sarebbe visto da Hamas come un ''colpo di stato''. |